Il vino: Il Moscato di Noto è frutto del lavoro di tanti viticoltori che non hanno voluto dimenticare secoli di storia continuando caparbiamente a coltivare il vitigno che ne è la base. Elorina ne ha raccolto e valorizzato l’impegno vinificando le loro uve e producendo un vino dolce e morbido, caldo e avvolgente.
Vitigni: 100% Moscato bianco
Possibilità di invecchiamento: 5-6 anni.
Abbinamenti: Inutile dire che l’abbinamento più classico è con la tradizionale "pasta di mandorle" dolce tipico Siciliano conosciuto in tutto il mondo. Ma non è corretto limitare così le molteplici possibilità di abbinamento di questo Moscato che è ideale vino da dessert e da "meditazione". Va gustato preferibilmente fresco (12-14° C.).
Storia del vino: La leggenda narra che il nome delle uve, da cui si produce il Moscato, trae origine da quanto accadde ad un dei servi della gleba di Falaride, tiranno in Sicilia, il quale era stato messo dal suo padrone a guardia di certe uve dai grappoli succosi dolcissimi di cui andava ghiotta la figlia cieca del tiranno. Il poveretto aveva l’incarico di passare per i vigneti con una verga per scacciare le mosche. Un giorno, stremato dalla calura e dalla stanchezza, il servo si appisolò e al suo risveglio scoprì che gli acini erano stati tutti punti dagli insetti. La figlia del tiranno trovò che quell’uva era di gran lunga migliore del solito così spiegò che il sonno era stato voluto dalla dea Demetra , affinché le api addolcissero la sua uva lasciando su ogni acino un segno per poterla riconoscere. Al di là della legenda, studi condotti dall’archeologo dott. Santocono Russo sulle ceramiche e sui vasi potori ritrovati nella grotta di Sbirulia , a pochi chilometri da Noto, hanno portato alla conclusione che nella zona il vino fosse già conosciuto circa 200 anni prima di Cristo.
Il Dalmasso ricorda nella "Storia della vite e del vino d’Italia" che i moscati hanno origini remotissime e provengono sicuramente (Gallesio) dal bacino orientale del Mediterraneo. Essi sono comunque da identificare con l’Apicia o Apianae di Catone, così chiamate per indicarne la predilezione da parte delle api. Da tanto culto per il vino ed i vini dolci in particolare e dalla geniale sensibilità enologica del dott. Montoneri – direttore della Cantina Sperimentale di Noto dal 1902-1943 - nasce all’inizio del novecento il Moscato di Noto. All’inizio degli anni settanta la stessa Cantina, si fece portavoce degli interessi e della volontà dei produttori ed elaborò il disciplinare di produzione della D.O.C. Moscato di Noto approvato il 14 Marzo 1974.
Bottiglia da 0,75L